MELE E SALUTE – Le mele del Trentino? Sono così piene di pesticidi da aver contaminato il DNA dei neonati.

«Io le vostre mele non le voglio mangiare, mi gusto quelle di mia suocera che le coltiva senza nessun aiuto da parte di pesticidi o concimi chimici»: lo ha detto la dottoressa Renata Alleva, ricercatrice in diverse Università in Spagna, Australia, Scozia, Germania e specialista di Scienze dell’alimentazione al “Rizzoli” di Bologna nel corso di un convegno del 2017.

La dottoressa Renata Alleva è l’autrice di una ricerca sugli effetti riscontrati dai pesticidi sul Dna dei cittadini e sull’ambiente, prendendo come “cavie” frutticoltori, famiglie di frutticoltori, compresi bambini e residenti nei pressi di frutteti in val di Non.

Quello che ha fatto scalpore della relazione della studiosa sono stati gli effetti dei pesticidi utilizzati in valle di Non e in Alto Adige, per combattere i parassiti delle mele e dell’uva, sulla popolazione e sul territorio.

Sui bambini in oggetto dello studio è stata rilevata una modifica del DNA. Tracce di Boscalid e Clorpirifos, principi attivi usati sui meli, sulle viti, sugli ulivi, sugli agrumi, sono state trovate nelle acque, nelle urine delle persone (soprattutto le donne in gravidanza) e dei neonati.

La dottoressa Alleva non ha però mitigato: “Non vi dico che di pesticidi si muore di tumore; certo, possono causare anche questo male, sappiamo per certo però che per esempio nei nascituri l’aumento di rischio di patologie è doppio e in California è stato riscontrato, proprio per colpa del clorpirifos, un aumento di bambini colpiti da autismo. Patologie polmonari si registrano su figli di agricoltori e su bambini che consumano abitualmente mele. Questo pesticida – è stato anche detto nella conferenza di Ora – interessa anche l’intestino alterando la microflora e rallentando l’azione benefica dei polifenoli, antiossidanti naturali utili contro malattie legate alla senescenza e di arresto della crescita tumorale”.

In merito ai polifenoli la dottoressa Alleva ha anche parlato dell’agricoltura biologica. “Le mele bio sono più buone delle altre? Questo non lo so: è certo che sono più sane in quanto presentano una maggiore quantità di polifenoli”.

È quindi assolutamente urgente un cambiamento del modo di coltivare frutta e verdura.

 

Fonti:

https://zapping2017.myblog.it/2020/02/29/le-mele-del-trentino-sono-cosi-piene-di-pesticidi-da-aver-contaminato-il-dna-dei-neonati/

Mele e salute: cosa accade al DNA di chi vive a contatto con i pesticidi

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