Dittatura medico-sanitaria come metodo di repressione e controllo – Il caso di Dario Musso.

Il giorno 2 maggio 2020, Dario Musso, quarantenne siciliano di Ravanusa, è uscito dalle case in cui tutti erano costretti dalla quarantena, andando per le vie della sua cittadina ad affermare con il megafono quello che avrebbero dovuto fare tutti gli italiani e tutti gli individui del mondo: evidenziare alla comunità in cui vive, di svegliarsi, di osservare, riflettere e reagire alla verità, che NON c’è nessuna pandemia, di levarsi le mascherine, ricominciare ad aprire negozi, ad entrare nei locali, ad unirsi nella consapevolezza vera, ad unirsi a qualcuno che faccia risvegliare gli altri.

Dario successivamente viene fermato e bloccato per strada da pattuglie di carabinieri, polizia municipale e medici. Prima di uscire dall’auto ha la lucidità di creare un video e inviarlo ai social in cui dichiara con una rapida analisi, lucida e anche equilibrata per il momento difficile che stava vivendo, che le sue azioni stavano dando fastidio a certe persone, che i temi da lui affrontati avevano creato allarme, Dario invita ad osservare le forze dell’ordine, parlando di chi lo ha fermato dice che sono delle persone che praticamente non hanno capito niente del mondo, “praticamente sono quei miei fratelli che si stanno facendo usare dal sistema per andarmi contro, sono persone che non arrivano a capire certe cose”. Dario è lucido e riesce persino ad avere un moto di fratellanza ragionata nei confronti di persone che lo stanno costringendo a un trattamento sanitario obbligatorio per motivi pretestuosi. Dario NON è assolutamente folle o squilibrato come hanno cercato di farlo apparire.

Poco dopo infatti si vede che Dario non opponendo alcuna resistenza viene immobilizzato dalle forze dell’ordine e gettato a terra per poi essere sedato da personale medico. Dai video delle persone nelle vicinanze si vede chiaramente tutto ciò, si vede chiaramente la violenza esercitata su Dario nonostante lui potesse dimostrare di essere completamente ragionevole e in grado di poter interloquire senza che ci fosse alcuna ragione per il trattamento sanitario obbligatorio a lui impostogli.

Che si sia d’accordo o meno con i messaggi che Dario Musso ha affermato resta comunque il fatto che lui ha fatto esattamente quello che la costituzione italiana gli consente all’Articolo 21: 

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Le modalità con cui le forze dell’ordine sono intervenute su mandato del sindaco sono da evidenziare come completamente irrispettose dei diritti fondamentali umani e della carta costituzionale italiana.

Camicia di forza
Camicia di forza

Gli accertamenti ai trattamenti sanitari obbligatori devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi vi è obbligato. Questa ricerca del consenso per Dario non c’è stata assolutamente in quanto il TSO è stato disposto direttamente dal sindaco che non ha accertato ciò che stava accadendo, tanto è vero che non era fisicamente presente in quel luogo. Tuttavia hanno deciso di bypassare questa fase sottoponendolo comunque al TSO e portandolo in ospedale. Per mantenere tale provvedimento ci vuole anche una convalida da parte del giudice che deve avvenire entro 48 ore. Al momento in cui Dario fu fermato e portato in ospedale il giudice non aveva ancora convalidato il provvedimento.

Inoltre i familiari hanno cercato in tutti i modi di stabilire un contatto con lui, contatto che è stato nei fatti negato fino al quarto giorno di immobilizzazione in ospedale. Al quarto giorno a Dario viene finalmente permesso di rispondere alla telefonata manifestando un evidente stato di rallentamento delle capacità di parlare e reagire, evidentemente trattato con sostanze che lo hanno pesantemente aggredito nelle capacità di poter reagire. Dario è stato legato e immobilizzato mani e piedi per 5 giorni, è rimasto cosciente durante tutto questo tempo.

Durante questa quarantena altre due persone in Italia, tra cui un parroco, sono stati obbligati a un trattamento sanitario obbligatorio con modalità simili per aver espresso la loro opinione in modo critico ma legittimo. Questi sono solo i casi che sono stati documentati grazie a video e audio registrati, non sappiamo quante altre persone hanno subito violenze simili e non ne sappiamo niente per mancanza di registrazioni e prove.

Tutto questo si collega al trattamento sanitario obbligatorio che persino un avvocato tedesco in germania ha ricevuto per opinioni critiche rispetto alla quarantena. L’avvocato Beate Bahner aveva denunciato l’incostituzionalità delle misure di quarantena in Germania e il 13 aprile 2020 è stata portata via dalle autorità in un istituto psichiatrico.

Non è un film dell’orrore nè la trama di un film distopico. E’ quanto accaduto all’avvocato di Heidelberg. La notizia è stata riportata dal quotidiano Rhein-Neicker-Zeitung (RNZ)* della regione tedesca del Baden-Württemberg.

Tutto ciò evidenzia quindi un quadro globale di repressione che si stà esercitando nelle peggiori modalità in varie parti del pianeta.

L’Italia è particolarmente colpita da queste violenze, negli ultimi anni si è evidenziata sempre di più la posizione che l’Italia sta subendo nel quadro generale delle agende globaliste: un territorio di sperimentazione economico-politico-sociale sempre più in balia di personaggi della politica, complici di poteri sovranazionali, che sperimentano sulla popolazione italiana per poi “esportare” i metodi in altri paesi europei e non solo. Si ricordi il modello di chiusura della società durante la quarantena che è stato preso a modello da paesi come la Spagna per esempio.

Si stà abusando della paura e terrore inculcato nella popolazione per dirottarla su comportamenti isterici e paranoici, si abusa e si commette anche il reato di “Procurato allarme” per convincere la popolazione italiana a vaccinarsi ed essere quindi ancora più soggetta a malattie di vario tipo poi tutte etichettate come Covid19.

Ciascuno di noi non può più permettersi di assumere un atteggiamento indifferente di fronte al trattamento sanitario obbligatorio imposto a Dario Musso e ad individui che come lui hanno il coraggio di dichiarare legittimamente la loro opinione. Queste sono violenze estreme di una gravità sconvolgente che dovrebbe risvegliare la consapevolezza in ciascuno di noi. Dobbiamo esigere chiarezza e che ciascuno dei mandanti del trattamento sia indagato e perseguito per la responsabilità di aver scatenato trattamenti non legittimi su una persona che stava legitimamente esprimendo la sua opinione, dobbiamo pretendere giustizia su ciò, o rischieremo di essere costretti con la forza a trattamenti illegittimi del genere, per ragioni pretestuose, e per il nostro legittimo dissentire alla tirannia in corso.

Rischeremo di essere obbligati a violenze simili, ciascuno di noi sul pianeta potrà essere obbligato e costretto a subire violenze per motivi inesistenti e creati ad arte per poter permettere ai poteri che stanno gestendo criminalmente questa finta pandemia, di continuare sempre di più ad esercitare un controllo sempre più stringente e ossessivo sulle nostre vite.

E’ l’ora che ciascun individuo sul pianeta prenda la sua parte di responsabilità in questo processo e si faccia parte attiva, unendosi in modo pienamente collaborativo e trasparente a chi proclama la verità per agire, liberarsi e liberare ciascuno di noi dalle catene sempre più strette in cui ci costringono.

Claire Edwards e Lorenzo Di Sandro

*https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=de&tl=en&u=https%3A%2F%2Fwww.rnz.de%2Fnachrichten%2Fheidelberg_artikel%2C-nach-aufruf-zu-corona-demo-heidelberger-anwaeltin-in-psychiatrischer-einrichtung-update-_arid%2C508747.html

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One Reply to “Dittatura medico-sanitaria come metodo di repressione e controllo – Il caso di Dario Musso.”

  1. Voglio fare i miei complimenti e dare il mio totale appoggio e approvazione a ciò che stanno facendo. Abito in Trentino provincia autonoma e ricca….molto ricca dove tutti seguono le regole senza informarsi veramente se servano o siano utili….tutti con museruola tutti zitti…..credo che sia perché nn sanno cosa vuol dire star male nn avete soldi e lavoro…..tutto condannano chi la pensa diversamente chi nn si omologa chi fa rumore…..la mia esperienza è paradossale :i vigili che capiscono e mi lasciano andare ci cittadini CHE CIÒ CHIAMANO CHE MI INSULTANO….SONO LORO QUELLI PERICOLOSI SONO LORO CHE INFAMANO SONO LORO CHE URLANO STRONZA SOLO PERCHÉ NN VOLEVO METTERE LA MASCHERINA VISTO CHE ERO SOLA CON CANE…IO CI SONO….IO SONO UNA VOCE SOLITARIA CHE HA BISOGNO DI SAPERE CHE NN SONO SOLA……GRAZIE

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